Anna Tommasi

Anna è nata ad Affi il 29 febbraio 1944. Nel 1960 è entrata a far parte della comunità F.A.L.M.I. (Francescane Ausiliarie Laiche Missionarie dell’ Immacolata) con sede a Roma.

Nel 1968, dopo alcuni anni di formazione, studio e lavoro parte per la Tanzania dove svolge la sua attività missionaria per una decina di anni soprattutto nel campo della promozione della donna. In seguito un lungo periodo di attività a Roma e dal dicembre 2002 si trova in Malawi dove svolge il suo servizio missionario in ambiti diversi: religioso, assistenziale, educativo, sociale.


Media ed interviste

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Progetti

PROGETTO COSTRUZIONE SCUOLE MATERNE

In questi 12 anni abbiamo costruito ex novo più di 70 scuole materne sponsorizzate da tante persone singole e da gruppi, in Italia, Spagna, Germania e Scozia.

Il progetto è iniziato nel 2004 in risposta alla richiesta di una signora anziana del villaggio di Mazale, vicino a Lunzu.  L’inizio non è stato positivo perché l’asilo iniziato dalla gente e poi da me completato era sulla proprietà di questa signora che lo riteneva suo e dava ordini alle insegnanti come se fossero alle sue dipendenze. Non ci restava altra scelta che costruire l’asilo altrove.

Questo primo errore ci ha fatto capire che è necessario che il capo villaggio dia il terreno sul quale costruire l’asilo e firmi un documento nel quale dichiara che nessuno può vantarne la proprietà. Così abbiamo fatto in tutti questi anni e non abbiamo più avuto grossi problemi.

Attualmente le scuole materne rurali che fanno parte del nostro programma sono 92 sparse su un raggio di 20-25 km. dalla nostra sede. Altri 6 villaggi sono sulla lista di attesa perché non possiamo accogliere nuovi bambini se non aumentano le entrate. Il governo del Malawi da anni insiste perché in ogni villaggio  ci sia l’asilo quindi quando vengono a chiedere aiuto a noi significa che già da tempo raccolgono i bambini e hanno pure i mattoni pronti perché qualcuno ha promesso di aiutare, ma non ha poi mantenuto la promessa.

Il gruppo degli insegnanti al termine del corso

I bambini iscritti nell’anno scolastico 2016-2017 sono oltre 5.752 e vanno dai due anni e mezzo ai sei anni. Ogni giorno ricevono una refezione a metà mattina: un semolino fatto con farina speciale: farina di soya e di mais con l’aggiunta di vitamine, sali minerali e zucchero. Un sacco di Kg. 25 costa Mk. 13.000 che corrispondono a € 18. Questa è una spesa molto elevata che sosteniamo,  ci vogliono infatti più di 2000 euro al mese per dare da mangiare ai bambini. In ogni villaggio poi si organizzano per venire a casa nostra a prendere la farina a seconda del numero dei bambini che frequentano l’asilo.

Le insegnanti in attività

In questi 12 anni abbiamo costruito ex novo più di 70 scuole materne sponsorizzate da tante persone singole e da gruppi, in Italia, Spagna, Germania e Scozia. Molti asili sono stati costruiti per ricordare persone care, morte prematuramente o improvvisamente. Altre per ricordare anniversari o nascite.  In altri  quattro villaggi abbiamo aiutato a completare la costruzione avviata da altri. In alcuni villaggi altre organizzazioni hanno costruito l’asilo perciò restano soltanto pochi villaggi (di quelli che fanno parte del nostro progetto) senza una scuola vera e propria perciò i bambini si radunano in locali a prestito, oppure sotto una tettoia di paglia, o sotto un albero. Noi aiutiamo solo se la gente ha già fatto e cotto i mattoni per la costruzione e raccolto sabbia sufficiente per costruire. Vogliamo che si sentano protagonisti del progetto. La richiesta deve venire dal capo villaggio insieme al comitato della scuola materna. Quest’anno abbiamo ampliato e rinnovato completamente due dei primi asili. Il costo attuale di una scuola materna è di circa € 5.000 o più  a seconda della grandezza.

Asili più o meno numerosi

Ora che abbiamo ambienti adatti e salubri per accogliere i bambini stiamo pensando alla formazione delle insegnanti, tutte volontarie, che però non hanno avuto la possibilità di seguire dei corsi veri e propri. Nel mese di marzo 2016,  venti insegnati hanno frequentato un corso di formazione con ottimo profitto. Il costo del corso per una maestra è di € 135. Confidiamo che la Provvidenza ci aiuti ancora per dare ad altre insegnanti questa formazione professionale nel prossimo futuro in modo da mandare altre insegnanti il prossimo anno.

A Ngambo ci sono 108 bambini iscritti

PROGETTO CARCERI

9 CARCERI, DI CUI 2 MINORILI SONO REGOLARMENTE VISITATE DA ANNA.
LINK PER VEDERE L’INTERVISTA DI TV2000 AD ANNA TOMMASI: HTTPS://WWW.YOUTUBE.COM/WATCH?V=HRHLRQDS9JY

“Ero in carcere e mi avete visitato” (Mt 25,31-46)

Lo scopo della nostra attività all’interno delle 9 carceri è quello di dare una mano nel processo di riabilitazione dei detenuti  tenendo presente la persona nella sua totalità per cui ci interessiamo sia del corpo che dello spirito.

L’ambito delle carceri è sicuramente complesso e difficile da gestire.

Le condizioni delle carceri in Malawi sono miserabili, con l’aggiunta del problema quasi universale del sovraffollamento.

Nel carcere di Chichiri, terzo per numero di detenuti (quasi 2000) la maggior parte dei carcerati dorme seduta, in grandi stanzoni, perché non c’è nemmeno il posto per sdraiarsi. Sono stipati come sardine in scatola.

Il cibo è sempre lo stesso in tutte le carceri, sia per chi è in salute, sia per chi sta male: 1 pasto al giorno costituito sempre da una bacinella di polenta con legumi bolliti.

Uno dei nostri programmi di assistenza è quello alimentare per detenuti malati (per la maggior parte sieropositivi o con TBC).

Porto ai malati zucchero, uova, pesce secco e altre cose, in base alla stagione.

Grazie al contributo dell’8 x 1000 dato alla chiesa Italiana, abbiamo costruito una bella infermeria dove assistiamo quotidianamente una ventina di malati gravi. A questi malati offriamo una dieta giornaliera speciale e il cibo viene cucinato direttamente nell’infermeria del carcere. Abbiamo visto rifiorire tanti giovani il cui corpo era ridotto a pelle e ossa. Senza questo aiuto molti sarebbero sicuramente morti.

Un altro aiuto molto importante è quello della scuola.

Sono convinta che l’unica possibilità di riscatto passi attraverso l’istruzione o la possibilità di imparare un mestiere. Siamo riusciti a dare la possibilità di studiare in carcere come scuola primaria che secondaria e ogni anno aumenta il numero di ragazzi che richiede di studiare. Altre persone preferiscono invece imparare un mestiere e frequentare i nostri corsi di addestramento per falegnami, meccanici,  idraulici ecc. con relativi esami statali.

Una particolare attenzione viene data alle donne che per fortuna sono una grande minoranza rispetto agli uomini: un centinaio in tutte le carceri che visitiamo contro gli oltre 5000 uomini adulti e più di 500 giovani.

In parecchi casi ci interessiamo dell’assistenza legale specialmente per  quei detenuti che sono da anni in attesa di processo o di giudizio. Quasi tutti i carcerati non hanno mai avuto la possibilità di incontrare un avvocato perché non hanno i soldi per pagare le spese. Il governo manda l’avvocato, quando viene celebrato un processo, solo per difendere chi è accusato di omicidio.

Un prolungamento del lavoro svolto all’interno del carcere è la cooperativa istituita per il reinserimento di giovani ex-carcerati nel  mondo del lavoro. A quelli che hanno frequentato la  scuola mentre erano in prigione cerchiamo di offrire la possibilità di continuare gli studi tramite borse di studio e li seguiamo da vicino.

Abbiamo già alcuni anni di esperienza positiva alle spalle e ma ancora molto lavoro da fare davanti a noi.

Qui tutti finiscono in prigione  anche per qualche furtarello.

Ciò che speriamo di poter realizzare quanto prima è un centro di accoglienza per qualche  ragazzo come alternativa al carcere. Abbiamo avuto alcuni incontri con il  giudice per i minori e presentato la nostra disponibilità ufficialmente.

Confidiamo pertanto che a qualche ragazzo con reati di poco conto si possa risparmiare la triste esperienza del carcere.

Noi crediamo nella possibilità di ricupero dei nostri ragazzi, la maggior parte dei quali si  trova in carcere a causa della loro estrema povertà.

Negli ultimi anni abbiamo fatti passi avanti ma è ancora lungo il cammino che porta al rispetto dei diritti umani fondamentali.

Ciò che si riesce a fare è sempre una goccia nel mare delle necessità, ma per molti detenuti quella goccia diventa salvezza.

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