Riflessioni di una tranquilla domenica di dicembre

Sono qui seduta nel nostro soggiorno e mi godo il presepio che ho fatto ieri, cosa molto eccezionale perché di solito devo correre per finirlo alla vigilia di Natale. Quest’anno invece ho fatto le cose per tempo. Si può sempre migliorare nonostante l’età!!!!

Ho tante e-mail da inviare e risposte da dare, ma dentro ho una segreta speranza che venga una certa ragazzina alla quale ho dato l’eucaristia durante la S. Messa. Indossava un vestito che le ho dato tempo fa, ma era a piedi nudi, nemmeno un paio di ciabattine.  E’ una ragazzina minuta e piccoletta per i suoi 14 anni, ma non potrebbe essere diversamente dal momento che spesso non sa nemmeno cosa mangiare insieme alle sue due sorelle più piccole di 8 e 5 anni.

Non ho chiesto se il padre è morto oppure ha lasciato la famiglia. La mamma  invece ha problemi mentali perciò ha lasciato la casa e vive qui al mercato di Lunzu. I due fratelli più grandi stanno presso famiglie buone che li hanno accolti mentre le tre bambine vivono da sole. Teresa, la più grande, fa da mamma anche se è lei stessa una bambina. Frequenta la prima media e mi ha detto che a scuola va bene. Incredibile per una situazione del genere!!!

E’ venuta a casa nostra per chiedere i vestiti per Natale e le scarpe. Mi ha fatto piacere rivederla e tra le cose che ho nell’armadio dei poveri ho trovato una bella gonna e delle magliette in tinta, un paio di ciabattine e indumenti per le sorelle più piccole. Mancavano però le scarpe e allora le ho dato un po’ di soldi per comprarsele. Le ho detto di tornare il giorno di Natale per ricevere riso e uova per il pranzo, cosa per lei irraggiungibile. Le ho chiesto se incontrava la mamma e mi ha risposto che l’aveva vista dopo la Messa al mercato, la riconosce, ma non intende tornare a casa. Le ho chiesto di venire con lei martedì quando vado in città per portarla alla clinica psichiatrica e vedere se con una cura potrebbe migliorare.

Teresa ha raccolto tutti suoi doni e prima di ripartire ha chiesto una palla perché l’avevo appena data ad  altre due bambine. Voleva giocare, nonostante tutto!!! Mai in vita sua ne aveva avuta una. Le ho dato due palline da tennis, ma le ha ricevute come se fossero state le palle più belle del mondo. Immagino la gioia delle sorelle al suo arrivo a casa!

E’ questo il vero senso del Natale, della venuta di Gesù nei più piccoli e poveri per darci la possibilità di accoglierlo, di vestirlo, di sfamarlo, di farlo godere!

Anna

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